VISITA GUIDATA DELLA CITTA’ DI RIETI

Rieti, comune capoluogo dell’omonima provincia, è situata nella regione Lazio ed è l’antica capitale della regione storica della Sabina. La tradizione vuole Rieti centro geografico d’Italia tanto che già in epoca romana il letterato reatino Marco Terenzio Varrone sosteneva che nella pianura reatina si trovasse l’Umbilicus Italiae (ombelico d’Italia). Plinio il Vecchio, nella sua opera più famosa (Naturalis Historia), richiamando le opere del “Varrone”, definisce nel territorio reatino presso il lago di Cotilia, l’ombelico d’Italia.
Questa tradizione che vede Rieti centro d’Italia, si diffuse nei secoli, resistendo nel corso del Medioevo e del Risorgimento finché, dalla metà del Seicento, l’umbilicus iniziò ad essere identificato all’interno della città e precisamente in piazza San Rufo. Questa precisa identificazione venne riportata da Pompeo Angelotti, vescovo e storico reatino, proprio nel 1635.
Oggi il centro d’italia è celebrato da una struttura marmorea, posta proprio in piazza S. Rufo, che riporta in venti lingue del mondo la citazione “Umbelicus Italiae”.

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LA VISITA GUIDATA

Il Monumento Nazionale alla Lira è stato inaugurato il 1° marzo del 2003 in piazza Cavour. L’opera è stata realizzata fondendo 2.200.000 monete da 200 Lire. Il disegno del monumento è stato elaborato dall’artista Daniela Fusco: esso ritrae l’Italia turrita nell’atto di sostenere una grande moneta da una Lira. Sui drappi che la cingono corre la scritta “l’Italia per la Lira”. La faccia anteriore della moneta presenta lo stampo della Lira del 1951, mentre il retro quella dell’ultima Lira emessa nel 2008. 

Percorrendo Via Roma, la strada principale della città, la prima sosta obbligata è per visitare Palazzo Vecchiarelli.

La struttura originaria risale al Quattrocento. Il palazzo attuale fu progettato sul finire del XVI secolo da Carlo Maderno. L’elegante facciata segue la pendenza di via Roma e comprende un imponente portale in bugnato, sovrastato dalla loggia con balaustra del piano nobile. La gronda è decorata da fastigi dorati.

La Cattedrale Santa Maria è il risultato di diverse stratificazioni di edifici religiosi. La primitiva cattedrale risale al VI secolo. Venne riedificata nel corso del XII secolo, mentre il campanile sorse il secolo successivo. L’originaria architettura romanica, con cripta, venne modificata con l’aggiunta delle cappelle laterali e della cupola sul finire del 1800. La facciata esterna in stile romanico rimase incompiuta sino alla prima metà del Novecento. In essa si aprono tre portali in stile romanico che sulle lunette sovrastanti riportano resti di affreschi del Quattrocento. Il battistero intitolato San Giovanni in Fonte è un edificio a sé stante che si collega al duomo attraverso un portico. Al suo interno sono conservati pitture del ‘400. La pianta del duomo è a croce latina suddivisa in tre navate con pilastri, transetto e abside. Di pregevole rilievo artistico il ciborio ottocentesco e la Cappella di Santa Barbara disegnata dal Bernini. L’interno della Cattedrale offre opere di Vincenzo Manenti, Marco Antonio Aquini, Federico Fiorentino e altri: tra questi si ricordano gli affreschi del Paoletti presso l’abside. La cripta è composta da un unico spazio diviso da 16 colonne e accoglie capitelli di forme diverse. Una colonna è fatta di una pietra miliare proveniente dalla via Salaria e riporta un’iscrizione del IV secolo.

Il Palazzo Vescovile si affaccia sulla piazza M. Vittori, lungo via Cintia. Il Palazzo, detto anche palazzo papale, iniziò ad essere edificato nel 1283. Negli anni a seguire è stato accorpato ad altri stabili adiacenti.

Il prospetto che si apre sulla piazza offre un’imponente loggia: il tetto poggia su due ordini di archi sorretti da due colonne ed un pilastro in pietra. L’accesso che un tempo avveniva attraverso una scalinata in pietra è stato demolito.

Il piano terra del Palazzo ai apre con un grande porticato retto da sei pilastri quadrangolari che dividono lo spazio in parti uguali. Sui pilastri si erge un sistema di volte a crociera che crea affascinanti giochi di luce.

Dal cortile interno, si accede al suggestivo arco di Bonifacio VIII Caetani, posto nella parte settentrionale. L’episcopio o salone papale conclude la struttura.

Il salone è caratterizzato da un’atmosfera di eleganza e solennità grazie alle ampie finestre e alla distintiva altezza dei soffitti.

La Chiesa di San Rufo è ubicata nell’omonima piazzetta. Sorge proprio dove la tradizione narra si trovi il centro d’Italia, l’Umbilicus Italiae come riportato da una targa. Il minuto edificio presenta una facciata ottocentesca dove si trova il portale principale privo di decorazioni significative.

L’ingresso è collocato tra due lesene poste ai lati ed è sovrastato da un timpano che poggia su cinque scalini. Sulla sommità si apre una finestra con una croce dipinta. Lo spazio interno è a navata unica ornata da stucchi ed elementi decorativi in legno. Una tela raffigurante L’estasi di San Camillo de Lellis si trova dietro all’altare.

Un piccolo organo del ‘700 è collocato nella controfacciata. La Chiesa custodisce un dipinto de L’angelo custode che per molto tempo fu attribuito al Caravaggio, ma che oggi si riconduce allo Spadarino.

La chiesetta di San Rufo viene oggi nominata perché è affiancata dal monumento che ricorda l’ombelico d’Italia, dalla peculiare forma a “caciotta”.

Il Teatro Flavio Vespasiano è il maggiore teatro della città di Rieti. Venne edificato nel 1883 per mano dell’architetto di origini milanesi Sfondrini. Venne dedicato all’imperatore Vespasiano, natìo di Cittareale.

Negli anni ’90 lo stabile è stato restaurato e riportato all’originale splendore . All’interno, il restauro ha riproposto l’antica tonalità “crema”, così come accadeva nell’Ottocento.

La platea comprende 230 poltroncine rosse, suddivisa da un corridoio centrale. Intorno si innalzano i palchi suddivisi in tre ordini sormontati da un loggione. Sovrasta l’ingresso il palco reale. Qui merita soffermarsi sul soffitto di forma ovale che accoglie un’interessante pittura di Giuseppe Casa.

I balconi dei secondi e terzi ordini di palchi sono ornati da stucchi e dalle raffigurazioni di importanti musicisti affiancati dal loro nome. Anche il loggione presenta un balcone riccamente decorato. Tutto lo spazio interno è sovrastato da una vasta cupola affrescata. Nonostante siano presenti molti posti, per ragioni di sicurezza oggi ne sono utilizzabili solo 30.

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