VISITA ALLA CASCATA DELLE MARMORE

La Cascata delle Marmore è una cascata a flusso controllato, tra le più alte d’Europa, suddivisa in 3 salti che complessivamente coprono un dislivello di 165 metri. Si trova in Umbria, quasi alla fine della Valnerina, la lunga valle scavata dal fiume Nera. La definizione “delle Marmore” deriva dai sali di carbonato di calcio presenti sulle rocce vicine alla cascata che sono simili al marmo bianco. Il carbonato di calcio è presente in grande quantità nelle acque del fiume Velino che, in prossimità della frazione di Marmore (376 m s.l.m.), defluisce dal lago di Piediluco e si tuffa con fragore nella sottostante gola del Nera.

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CENNI STORICI

Nel 271 a.C. il console romano Manio Curio Dentato ordinò la costruzione di un canale per far defluire le acque stagnanti del fiume Velino che rendeva paludosa e malsana la zona a nord dell’altopiano di Rieti.

Il così detto “Cavo Curiano” se da un lato facilitò le condizioni di vita nella pianura reatina, dall’altro creò considerevoli disagi alle popolazioni presenti nella pianura di Interamna (Terni) e della bassa Valnerina.

Nei periodi di piena dei due fiumi, il territorio sottostante il salto delle Marmore era soggetto a frequenti allagamenti, tanto che lo storico Caio Cornelio Tacito riferisce di una straordinaria inondazione della Valnerina e di Interamna fino a Roma, avvenuta intorno al 15 d.C., sotto l’imperatore Tiberio.

In merito al funzionamento del Cavo ed alle rivendicazioni dei reatini e dei ternani in merito alla vicenda, vi fu anche una disputa legale (54 a.C.), di cui non si conosce l’esito finale, e che coinvolse perfino il noto filosofo Marco Tullio Cicerone a difesa dell’ antica città di Reate (Rieti).

A seguito delle invasioni barbariche e per gran parte del medioevo il cavo curiano venne completamente abbandonato e privo di qualsiasi forma di manutenzione. La conseguenza che ne scaturì fu un nuovo impaludamento della pianura reatina. soltanto nei primi anni del ‘400 furono apportate modifiche all’originario cavo fatto costruire dal console romano e nel ‘500 e ‘600 noti e popolari architetti del tempo (Antonio da Sangallo e Giovanni Fontana) lavorarono alla Cascata delle Marmore.

L’ultimo intervento che diede alla Cascata l’aspetto attuale fu dell’architetto Andrea Vici alla fine del ‘700.

fonte marmorefalls.it

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