il progetto il progetto il progetto il progetto il progetto il progetto

Il Progetto "La Strada delle Marmore"

La strada delle Marmore è un progetto in continua evoluzione, non è solo un viaggio, è un percorso indimenticabile tra natura, relax ed enogastronomia che nasce dalla volontà di percorrere e scoprire i territori caratterizzati dal corso dei fiumi Velino e Nera; i due fiumi che perdendosi in un lungo abbraccio sono all’origine della cascata delle marmore.

Le peculiarità del territorio e le bellezze naturalistiche che la “strada delle Marmore” si propone oggi di promuovere, affascinavano ed attiravano viaggiatori da tutta Europa, i quali erano dediti percorre quello che fu definito “Grand Tour”.

Il termine “Grand Tour” fu coniato per la prima volta dall’inglese Richard Lassels nel 1670, con la pubblicazione del suo più importante lavoro “Voyage of Italy, or a complete Journey trought Italy“. L’opera potrebbe definirsi una moderna guida, nella quale veniva narrato il viaggio dell’artista nella penisola evidenziando le peculiarità del bel paese relativamente all’arte antica, alla cultura ed alle bellezze naturalistiche. Verso la fine del ‘700 si diffuse il pensiero che ogni uomo intellettuale europeo avrebbe dovuto compiere un viaggio in Italia, culla della civiltà e della cultura del continente. L’obiettivo del Grand Tour era proprio questo; permettere ai giovani artisti, aristocratici e intellettuali del tempo di formarsi culturalmente toccando con mano i resti del passato classico.

Il termine turismo e più in generale il fenomeno dei viaggi turistici “di massa” ebbero origine proprio dal Grand Tour.

I territori compresi ne “la strada delle Marmore” erano fortemente interessati dal percorso del Grand Tour, vuoi perché terre di transito quasi obbligate che conducevano dalle zone adriatiche alla Roma “città eterna”; sia perché attraversando questi luoghi “tutte le caratteristiche di “bellezza” che i viaggiatori cercavano in Italia erano chiaramente soddisfatte.

Tutti gli artisti ed intellettuali che passarono da queste parti ne rimasero così affascinati da dedicare sonetti, dipinti e poesie alla magica bellezza dei luoghi attraversati.

Così si espresse lo scrittore tedesco J.G. Seume dinanzi al paesaggio della Valnerina: ” mi si aprì il cuore quando alcune miglia prima di Terni, (…) mi si aprì la Valle del Nera,e di nuovo mi si spalancò davanti agli occhi il paradiso…”

Il poeta George Byron definì l’emozione della Cascata come un’ immagine “orribilmente bella“.
Questi luoghi furono di grande ispirazione pittorica tra alcuni dei pittori più importanti di tutta la storia dell’arte.

Ne sono un esempio di grande fascino, i dipinti del maestro francese Jean Baptiste Camille Corot (vedi pagina dedicata), uno dei padri del periodo romantico realista europeo che ha dedicato una produzione di oli e disegni al lago di Piediluco, alle acque impetuose del fiume Velino e chiaramente alla Cascata delle Marmore.

Anche William Turner, il più celebre pittore di paesaggio romantico inglese, dedicò un acquerello alla bellezza vigorosa della cascata delle Marmore.

Con un salto nei secoli e nella storia, è doveroso citare il paragone che il celebre filosofo latino Marco Tullio Cicerone, ospite presso una villa romana nei pressi di Colli sul Velino, fece del paesaggio che si mostrò dinanzi ai suoi occhi.
Egli infatti celebrò il panorama disegnato dal corso del fiume Velino e dal monte Terminillo paragonando tale bellezza alla maestosa Valle di Tempe zona a nord della Tessaglia, storica regione dell’antica Grecia.

Itinerari - La strada delle Marmore

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi